In quel tempo, Gesù disse:
«Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».
Commento
Spirito Santo, donami la forza necessaria per essere sia pecora che buon pastore!
Gesù mi mette in guardia sulle tentazioni che posso incontrare nella mia vita. Ce ne sono moltissime perché il diavolo è un buonissimo pastore del peccato! Sto vivendo un lungo periodo di fatica fatto anche di sbagli. Perché quando sei stanca e non stai bene, tutto pesa di più ed è facile essere tentata nel giudicare o lasciarsi prendere dallo scoraggiamento. Ma il lupo è proprio lì ad aspettare la mia stanchezza! Abbiamo solo una vita da vivere, un bellissimo dono che va scartato ogni giorno con speranza, fiducia e forza. Chi mi dà questa forza? Il mio buon pastore! La preghiera è fondamento perché mi fa riflettere e conoscere ciò che Gesù mi vuole insegnare, mi aiuta a vedere il buono, a vedere che dietro l’apparenza di un comportamento che può ferirmi, c’è un’altra persona che sta vivendo il suo dramma e la sua gioia. Mi può ammonire, ma sono quei “no” che aiutano a crescere se accolti. Sono pecora bisognosa della voce del pastore che mi guidi nei momenti bui, che mi accompagni nelle fatiche, che mi riporti sul giusto sentiero per tornare al gregge, ma perché Lui sia nella mia vita lo devo accogliere, ascoltare, amare. Solo allora, quando sento e comprendo il suo immenso amore per me, posso diventare a mia volta buon pastore. Questo avviene per me? Senza presunzione ma con la speranza e la consapevolezza che una mano amica, un gesto fatto con il cuore può diventare acqua che disseta, sollievo, sostegno, voce che scalda il cuore e riporta all’ovile e insieme si diventa più forti.
Oggi ringrazio Dio per la sua presenza in tutte le situazioni della mia vita
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