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Vangelo del giorno · martedì 28 aprile 2026

Martedì della IV settimana di Pasqua

Dal Vangelo di Giovanni 10,22-30

Immagine del Vangelo: Martedì della IV settimana di Pasqua
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Il Vangelo

Ri­cor­reva, in quei giorni, a Ge­ru­sa­lemme la festa della De­di­ca­zione. Era in­verno. Gesù cam­mi­nava nel tempio, nel por­tico di Sa­lo­mone. Allora i Giudei gli si fecero at­torno e gli di­ce­vano: «Fino a quando ci terrai nell'in­cer­tezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi aper­ta­mente». Gesù ri­spose loro: «Ve l'ho detto, e non cre­dete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno te­sti­mo­nianza di me. Ma voi non cre­dete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascol­tano la mia voce e io le co­no­sco ed esse mi se­guono. Io do loro la vita eterna e non an­dranno per­dute in eterno e nes­suno le strap­perà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nes­suno può strap­parle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

Fonte: CEI

Commento

Spi­rito Santo, libera il mio cuore da ogni du­rezza, perché possa ascol­tare e ac­co­gliere fino in fondo la tua Parola.

La scena pare un ag­guato. Gesù è solo nel tempio. Le luci, che ri­cor­dano la nuova de­di­ca­zione del tempio di Ge­ru­sa­lemme, non ri­scal­dano. Il freddo è nell’aria, come anche nel cuore di coloro che gli si fanno at­torno. Questi lo in­ter­ro­gano, con una do­manda espli­cita e strin­gente, ma non vo­gliono co­no­scere la verità: cer­cano un capo d’accusa. Lo tro­ve­ranno: per le parole che chiu­dono il brano di oggi, Gesù sarà con­dan­nato a morte. L’in­cer­tezza non sarà sciolta, perché il cuore è sordo e perché la do­manda non nasce dal cuore sin­cero che ac­co­glie con fede la Parola: è la do­manda degli ac­cu­sa­tori in un pro­cesso. La con­trap­po­si­zione tra Gesù e i giudei è mas­sima: non c’è nes­suna pos­si­bi­lità che essi ascol­tino la sua voce e ac­col­gano la sua Parola e il suo amore.
Nella se­conda parte del brano, l’evan­ge­li­sta ri­porta il cuore della fede cri­stiana nella quale Gesù vuole in­ne­starci: la co­mu­nione tra il Padre e il Figlio. Questo è il nuovo tempio nel quale l’amore di Gesù per noi ci ac­co­glie. Egli apre a noi la co­mu­nione con il Padre dando la vita per noi – sta qui il suo potere – e questo è in­com­pren­si­bile per chi ha il cuore in­du­rito. Solo in questo nuovo tempio la sua Parola può essere ac­colta e com­presa. E noi, con quale cuore ascol­tiamo e ac­co­gliamo la sua Parola oggi?

Oggi vorrei vi­gi­lare sui miei at­teg­gia­menti, di­nanzi ad ogni per­sona che in­con­tro, per man­te­nere il cuore aperto e di­spo­ni­bile alla luce che dimora in ogni per­sona.

A cura della Redazione de La Gioia del Vangelo

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