In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso.
Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?».
Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono.
Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».
E rimasero ammirati di lui.
Commento
Vieni Santo Spirito, scava dentro al mio cuore e fa’ che io sappia riconsegnarti con gioia ciò che è tuo.
Nel Vangelo di oggi troviamo Gesù che, ancora una volta, viene messo alla prova dai farisei e dagli uomini del partito di Erode. Interrogato sulla liceità o meno di pagare le tasse all’imperatore romano, sbalordisce i presenti dicendo di dare a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio. Al di là del significato storico delle parole di Gesù nel suo specifico contesto, su cui gli studiosi si sono soffermati a lungo, mi chiedo cosa possano dire a me oggi. Anche io vivo in un contesto storico, in una società, a cui è bene che io contribuisca, con il mio lavoro, con il pagamento delle tasse, con il volontariato. Gesù non ci chiede di vivere “fuori dal mondo”. Ma in fondo, tutto quanto appartiene a Dio e gli va riconsegnato. Talvolta, invece, mi sembra che il lavoro e i tanti impegni che riempiono le mie giornate mi assorbano a tal punto da non lasciarmi tempo ed energie per ciò che è infinitamente più importante e sta alla base di tutto: il mio rapporto con Dio. Si tratta quindi, forse, di avere le giuste priorità: di non lasciare che le cose di questo mondo, anche quelle buone e giuste, diventino idoli, rimettendole sempre nelle mani dell’unico vero Signore della mia vita. Sono capace di mettere il giusto ordine nelle mie giornate, di dare la precedenza alle cose di Dio, oppure mi lascio distrarre e fagocitare dagli adempimenti quotidiani?
Oggi mi ritaglio del tempo per riflettere sul tempo che dedico alla preghiera e alla cura del mio benessere spirituale durante la mia settimana.