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Vangelo del giorno · sabato 4 luglio 2026

Sabato XIII settimana Tempo Ordinario

Vangelo di Matteo 9,14-17

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Il Vangelo

In quel tempo, si av­vi­ci­na­rono a Gesù i di­sce­poli di Gio­vanni e gli dis­sero: «Perché noi e i fa­ri­sei di­giu­niamo molte volte, mentre i tuoi di­sce­poli non di­giu­nano?». E Gesù disse loro: «Pos­sono forse gli in­vi­tati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma ver­ranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora di­giu­ne­ranno. Nes­suno mette un pezzo di stoffa grezza su un ve­stito vec­chio, perché il rat­toppo porta via qual­cosa dal ve­stito e lo strappo di­venta peg­giore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, al­tri­menti si spac­cano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno per­duti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l'uno e gli altri si con­ser­vano».

Fonte: CEI

Commento

Spi­rito Santo, apri il mio cuore alla novità del Van­gelo.

Come sempre, Gesù ag­giunge una dose di buon senso a quelle che erano le norme re­li­giose del suo tempo. Lo fa at­tra­verso due esempi sem­plici, chiari ed ef­fi­caci. Dona si­gni­fi­cato a quella che ri­schie­rebbe di di­ven­tare una regola vuota, se non fosse letta alla luce delle cir­co­stanze e delle per­sone che la vivono.
Gesù è molto con­creto e, pro­prio per questo, la sua parola resta at­tuale anche oggi. Egli con­si­dera sempre l'uomo nella sua in­te­rezza.
Il di­giuno ha senso per chi at­tende, per chi spe­ri­menta una man­canza, per chi de­si­dera qual­cosa che ancora non pos­siede; non per chi è in festa per la pre­senza dello Sposo. Gesù non sva­luta l'usanza re­li­giosa del di­giuno, ma la con­si­dera su­per­flua per il tempo che stanno vi­vendo i suoi di­sce­poli. La pra­tica re­li­giosa non è un dovere fine a se stesso: il suo si­gni­fi­cato nasce dalla re­la­zione con Gesù.
Le im­ma­gini della toppa nuova e del vino nuovo ci in­ter­ro­gano pro­fon­da­mente. Gesù è sol­tanto la toppa nuova cucita sul mio ve­stito vec­chio, senza che nulla cambi dav­vero nella mia vita? Oppure, grazie a Lui, anch'io posso di­ven­tare una per­sona nuova?
E ancora: il vino nuovo del Van­gelo viene ver­sato nei miei otri vecchi, in­ca­paci di ac­co­glierlo, oppure sono di­spo­sto a di­ven­tare un con­te­ni­tore nuovo per cu­sto­dire la sua pre­senza?
In quale aspetto della mia vita Gesù mi sta chie­dendo di di­ven­tare "nuovo", invece di li­mi­tarmi ad ag­giun­gere qual­che pic­cola toppa alle mie vec­chie abi­tu­dini?

Oggi, prima di pre­gare, dirò: Gesù, aiu­tami oggi ad ac­co­gliere le tue novità e a co­gliere in pieno il senso del mio essere cri­stiano.

A cura della Redazione de La Gioia del Vangelo

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