In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo.
Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni.
Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti».
Commento
Vieni Santo Spirito, apri i miei sensi interiori, perché io possa accoglierti nella Parola che oggi mi doni, lasciandoti entrare nella mia vita, e riconoscere il tuo venire a me nei fatti e nelle persone che mi donerai di incontrare. Vieni Spirito Santo!
Vegliate. Poco prima di questo brano Gesù ha parlato dei tempi di Noè, dove si mangiava e beveva, senza accorgersi di quanto stava accadendo. Assomiglia un po’ al nostro tempo, in cui il rischio di addormentarsi, lasciandosi attirare da false sirene, è molto alto. Come è facile oggi anestetizzare il cuore! Come è facile non ascoltare le domande più profonde, i desideri più belli e veri che il Signore ha posto nei nostri cuori, accontentandosi della soddisfazione immediata dei nostri bisogni. Ecco allora che vegliare è imparare a custodire il cuore da tutti i tentativi, esterni ed interni, di sviarlo da ciò che dona pienezza alla vita. Custodire il cuore da quel pensiero che è alla base del peccato di Adamo, cioè il pensiero che alla fine la vita me la devo conquistare io e che il Signore è un rivale alla mia felicità…e invece è il contrario! Vegliare imparare a lasciarsi sorprendere da quello che lui compie nelle nostre vite. Allora non avremo più bisogno di difendere la nostra esistenza, ma impareremo a donarla, sapendo che lì, in quel dono d’amore, Lui viene, già oggi e già oggi, per me, può essere vita eterna. Ma come fare a vegliare per non lasciarmi condurre dalle tanti voci che mi portano lontano dal mio cuore? Custodendo le sue parole.
Allora oggi provo ad imparare a memoria un versetto del Vangelo e a ripeterlo durante il giorno.