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Vangelo del giorno · venerdì 6 agosto 2021

Trasfigurazione del Signore

Dal Vangelo secondo Matteo 17,1-9

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Il Vangelo

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Gia­como e Gio­vanni suo fra­tello e li con­dusse in di­sparte, su un alto monte. E fu tra­sfi­gu­rato da­vanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti di­ven­nero can­dide come la luce. Ed ecco ap­par­vero loro Mosè ed Elia, che con­ver­sa­vano con lui. Pren­dendo la parola, Pietro disse a Gesù: "Si­gnore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre ca­panne, una per te, una per Mosè e una per Elia". Egli stava ancora par­lando, quando una nube lu­mi­nosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: "Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio com­pia­ci­mento. Ascol­ta­telo". All'udire ciò, i di­sce­poli cad­dero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si av­vi­cinò, li toccò e disse: "Al­za­tevi e non temete". Al­zando gli occhi non videro nes­suno, se non Gesù solo. Mentre scen­de­vano dal monte, Gesù ordinò loro: "Non par­late a nes­suno di questa vi­sione, prima che il Figlio dell'uomo non sia ri­sorto dai morti".

Fonte: CEI

Commento

Anch’io come Pietro, se fossi stata par­te­cipe del mo­mento, di fronte allo stu­pore di quello che stava suc­ce­dendo avrei detto la stessa cosa: fac­ciamo delle tende e re­stiamo qui, dove la pace e la se­re­nità ti av­vol­gono. Che senso ha andare via, tor­nare alla con­fu­sione quo­ti­diana? La loro gita fuori porta li vede pro­ta­go­ni­sti di un evento straor­di­na­rio: la ma­ni­fe­sta­zione della di­vi­nità di Gesù. Anni fa du­rante un pel­le­gri­nag­gio in Terra Santa sono stata sul monte Tabor. Era un caldo po­me­rig­gio di agosto, li ho com­preso le parole di Pietro, anch’io come lui avevo tro­vato la se­re­nità che ti fa stare in pace e come lui volevo fer­marmi li, per re­stare in quella co­mu­nione e far durare per sempre quella stessa sen­sa­zione. Du­rante le gior­nate fre­ne­ti­che, le corse quo­ti­diane, per fare tante troppe cose, perdo di vista la ri­cerca della pace e della calma e i mo­vi­menti della testa e della pancia tol­gono ul­te­rior­mente se­re­nità e lu­ci­dità. Quella pace che ri­scalda il cuore e ti dà se­re­nità la trovo e l’ho tro­vata quando riesco a ri­ta­gliarmi un tempo per la me­di­ta­zione e la pre­ghiera, un tempo dove spengo il cel­lu­lare e stacco la spina dal mondo e dalle mie corse, per re­stare solo in co­mu­nione con Gesù, in Gesù. La pancia e la testa smet­tono di ruo­tare e io ri­trovo la se­re­nità che mi daàla forza di af­fron­tare la vita con le sue corse, le sue fa­ti­che e la sua bel­lezza.

Oggi cerco di ri­ta­gliarmi un mo­mento di si­len­zio per re­stare in co­mu­nione con Gesù e ri­tro­vare la se­re­nità.

A cura della Redazione de La Gioia del Vangelo

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