In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!».
Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!».
Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi.
Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.
Commento
Spirito Creatore, apri i miei occhi perché possa vedere Gesù che passa accanto a me. Fa’ che la mia fede non sia cieca abitudine, ma sguardo vivo capace di riconoscere la Sua presenza nel mio quotidiano.
Due ciechi gridano dietro a Gesù. Non lo vedono, ma lo sentono: sentono il Suo passo, la Sua voce, la Speranza certa che cammina davanti a loro. E questo è già fede: cercare la luce, anche quando non la si vede ancora. Gesù non li guarisce subito. Entra in casa, li fa entrare con sé. Perché non basta gridare da lontano: occorre avvicinarsi, mettersi in relazione, lasciarsi guardare da Lui. Poi chiede: «Credete che io possa fare questo?» Non chiede se lo meritano, se sono pronti, se hanno capito tutto. Chiede solo: credete? E quando rispondono “Sì, Signore”, Lui tocca i loro occhi. Il miracolo accade nel tocco, nel contatto tra la fiducia umana e la misericordia divina. È la fede che apre gli occhi, non la vista recuperata che genera la fede. Forse anche noi siamo un po’ come quei ciechi: camminiamo dietro a Gesù a tentoni, chiedendo luce, chiedendo senso. Ma proprio lì, nel buio, si accende la fede più vera: quella che continua a cercare, quella che non si stanca di gridare: “Figlio di Davide, abbi pietà di me”.
Oggi, provo a guardare con occhi nuovi. Scelgo una persona, un luogo, una situazione che ormai mi sembra “sempre la stessa” — e chiedo al Signore di farmi vedere in essa qualcosa di buono, di luminoso, di suo. Che il Signore ci possa prestare i suoi “occhiali” non tanto cambiare ciò che vedo, ma come lo vedo.
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