In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!».
Commento
Spirito Santo donami occhi semplici capaci di dimorare nella luce di Dio.
Nonostante tanti buoni propositi, ogni giorno (o quasi) finiamo, spesso senza quasi rendercene conto, con l'essere schiacciati da mille preoccupazioni e turbamenti. E’ vero: la vita ci riserva, almeno alcune volte, situazioni in cui il nostro sguardo si fisse su questioni cosiddette “concrete”. Vuoi per il lavoro, vuoi per le tante spese che siamo chiamati a sostenere, vuoi per una situazione sociale incerta e non priva di problemi, vuoi per mille altre cose che ognuno di noi potrebbe legittimamente pensare. Gesù è consapevole di questo e non vuole sottovalutare la portata di tali preoccupazioni, ma ci mette in guardia da, almeno, un possibile rischio. Si tratta, infatti, della tendenza ad “accumulare per voi tesori sulla terra” cioè a limitare l’intero senso dell’esistenza umana unicamente al guadagno e all’accatastare beni ed oggetti smarrendo totalmente la consapevolezza per cui ognuno di noi “è fatto” per il cielo, verso il quale il nostro sguardo deve rivolgersi anzitutto. E allora è proprio una questione di sguardi: imparare a guardare il mondo come Gesù significa fare almeno uno sforzo, giorno dopo giorno, per entrare in una logica di limpidezza e di autenticità, consapevoli delle tenebre che sono in noi ma, al contempo, decisi nel voler dimorare nella luce di Dio. Assumere questo focus non vuol dire vivere da ingenui buonisti ma realizzare che le nostre ansie, per quanto sacrosante, non hanno l’ultima parola sapendo che il primo e fondamentale investimento è proprio quello di “accumulare tesori in cielo”. Mi chiedo: mi capita spesso di essere orientato alle “cose di quaggiù”? Il mio modo di incontrare gli altri è spesso segnato dal pregiudizio, dalla chiacchiera “velenosa” e dal sospetto?
Oggi mi propongo di saper valorizzare le persone con le quali faccio più fatica a rapportarmi e verso le quali sono spesso più ostile.
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