La Gioia del Vangelo

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venerdì 03 aprile 2026

Venerdì Santo

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Passione del Signore - Dal Vangelo di Giovanni 19,25-30
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.
Commento
Spirito Santo, donami il coraggio di stare nel momento del dolore, tentando di trasformarlo in gesti d'amore.

Due grandi figure emergono nel racconto evangelico di oggi: Maria, la donna del sì, che sta davanti a quella croce, dove suo figlio muore da innocente e Gesù, che fino all'ultimo alito di vita, pensa a sua madre e a ciascuno di noi.
Tutta la sua sua sofferenza e le inconcepibili ingiustizie subite sembrano scomparire; esse non hanno scalfito minimamente l'amore immenso di Gesù, che si annulla totalmente, mostrando ancora compassione ed attenzione all'umanità. Dalla croce Gesù vede ciascuno di noi. Ci affida gli uni agli altri, vedendo le nostre fragilità. Ora " tutto è compiuto". Dopo questo estremo atto d'amore, egli se ne può andare, lasciandoci la sua grande eredità: " Amatevi gli uni gli altri", così la sua morte non sarà stata vana e noi possiamo dire con S. Paolo: " O morte, dov'è la tua vittoria?". Quando il dolore ci tocca personalmente, ci viene naturale pensare a noi stessi, ai segni che la sofferenza lascia nel corpo e nell'anima. Vediamo gli altri fortunati e li immaginiamo felici e toccati dalla grazia. Gesù no! Egli pensa ed agisce in altro modo: il suo corpo straziato sembra non appartenergli più; invece vede i nostri corpi e scorge le nostre vite segnate da sofferenze.

Oggi provo a rimanere in silenzio davanti al crocifisso. Le domande non servono e rimarrebbero senza risposta. Posso solo cercare di rispondere al Suo abbraccio, guardando oltre me stessa, per abbracciare, a mia volta, coloro che vivono abbandoni e dolori maggiori dei miei. Allora forse mi sentirò veramente loro sorella.
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